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Guida al Test

GUIDA al TEST ANTI-AGING


L’invecchiamento è una fase biologica della vita che caratterizza ogni singolo organismo vivente. Nell’essere umano, in particolare, è determinato dalla perdita di energia e dallo sfasamento di tutti o di uno dei tre sistemi: neurologico, ormonale e immunitario.

Quando questi sistemi, assieme o singolarmente, riducono le loro capacità adattative e di dialogo reciproco, si ha un peggioramento dei parametri vitali e un disequilibrio metabolico che causa la perdita dello stato di benessere.

Secondo le ultime acquisizioni scientifiche i nostri geni sono programmati per farci vivere fino a 120 anni ma paradossalmente i progressi scientifici oltre a raddoppiare la speranza di vita del genere umano hanno fatto anche insorgere nuove patologie. A cosa serve vivere 120 anni per avere una vecchiaia soggetta a malattie degenerative, invalidanti, con la perdita delle capacità fisiche ed intellettuali?

La risposta sta allora nel cercare di garantire una migliore qualità della vita per tutti, attraverso lo sviluppo della ricerca scientifica e del progresso sociale.

I principali effetti dell’invecchiamento

L’invecchiamento, scandito dal rintocco del nostro orologio biologico, è registrato nel programma genetico di ogni essere vivente creando dei precisi effetti:

il declino del sistema immunitario: l’invecchiamento si traduce in una riduzione delle capacità difensive; il declino del sistema endocrino: con l’invecchiamento si assiste ad una riduzione degli ormoni prodotti dalle ghiandole surrenali, dall’ipofisi, dall’ipotalamo, dalla tiroide e dalla ghiandola pineale; il declino del sistema difensivo antiossidante: all’invecchiamento si accompagna una riduzione delle capacità difensive del sistema antiossidante con la diretta conseguenza di un rapido invecchiamento delle cellule.

Ci sono altri effetti evidenziati dalle principali teorie dell’invecchiamento e individuati da parametri particolari, come ad esempio:

la teoria neuroendocrina che considera la produzione in eccesso del cortisolo – ormone di natura surrenale – il danno maggiore per il sistema immunitario; la teoria dei radicali liberi, quest’ultimi sono in grado di un’azione ossidante dannosa soprattutto per il DNA e i mitocondri – strutture intracellulari indispensabili per la produzione dell’energia.


I Radicali liberi

Quando all’interno di un essere vivente si ha il distaccamento di un elettrone da una molecola a causa di uno stress ambientale, questa prende il nome di radicale. Libero di un elettrone, nel panico e in stato di choc, cercherà equilibrio sottraendo quell’elettrone mancante ad altre cellule vicine così da avviare una catena di reazioni chimiche con un effetto domino. Un aumento patologico dei radicali liberi e/o una diminuzione assoluta o relativa della barriera antiossidante può portare allo stress ossidativo.


Lo Stress Ossidativo

È la condizione di disequilibrio fra processi ossidativi e sistemi di difesa antiossidanti che generalmente si verifica o per un aumento della produzione di radicali liberi, o per un deficit dei sistemi di difesa, oppure per un’associazione di entrambe le condizioni. In particolare, lo stress ossidativo da radicali liberi è un fattore che contribuisce ad accelerare il normale processo di invecchiamento ed è concausa di molte patologie degenerative legate all’età. Lo stress richiede numerosi aggiustamenti omeostatici che coinvolgono ormoni, neurotrasmettitori, sostanze ossidanti ed altri mediatori.

Uno squilibrio dei delicati meccanismi omeostatici può aumentare la produzione di sostanze ossidanti e produrre danni ossidativi alle biomolecole. Questa alterazione si aggiunge al carico ossidante associato al normale metabolismo aerobico, che di per sé genera radicali liberi, causando un accumulo di danno ossidativo nei mitocondri e contribuendo ad accelerare il normale processo di invecchiamento.

Ad esempio, la massa cerebrale, ricca di acidi grassi polinsaturi, ha scarso turn-over cellulare ed è dunque particolarmente sensibile ai danni provocati dai radicali liberi. La disfunzione indotta esita nella perossidazione delle membrane lipidiche, ne rende instabile la struttura, la fluidità, la permeabilità ed altera la trasduzione del segnale, determinando anormalità recettoriali del DNA mitocondriale e nucleare. Tale danno esita in ultima analisi nella morte cellulare per necrosi o per apoptosi (morte cellulare programmata).

Alcune patologie in cui è coinvolto lo stress ossidativo sono: cancro; cataratta; diabete mellito; infertilità maschile; infiammazione; invecchiamento; malattie cardiovascolari; malattie epatiche; malattie infettive; malattie neurologiche; malattie polmonari; malattie renali, dialisi; trapianti.

L’azione ossidante altera i sistemi cellulari fondamentali per mantenere e conservare le prerogative e gli apparati propri della giovinezza: il sistema nervoso, il sistema ormonale ed il sistema immunitario.

Tali tre sistemi, contemporaneamente o singolarmente, determinano, sotto l’azione dei radicali liberi, il processo dell’invecchiamento.


Il sistema antiossidante

Per contrastare l’azione dannosa dei radicali liberi gli esseri viventi hanno sviluppato un potente e multiforme apparato di difesa noto come sistema antiossidante. Molteplici sono gli elementi che lo compongono, quali: antiossidanti preventivi – ferritina, transferrina, ceruloplasmina, albumina, mioglobina;

enzimi antiossidanti – superossido dismutasi (SOD), glutatione perossidasi (GPx) e catalasi; antiossidanti sacrificali – vitamina E, vitamina C, b-carotene; enzimi di riparazione del DNA. In generale i sistemi antiossidanti deputati alla detossificazione dai radicali liberi sono di carattere: 

enzimatico;

la superossidodismutasi – SOD –;

la catalasi – CAT –;

la glutatione perossidasi – GSH-Px –;

non enzimatico

il glutatione;

l’a-tocoferolo – vitamina E –;

l’acido ascorbico – vitamina C – ;

il b-carotene – vitamina A – ;


Può accadere che le sostanze in grado di
contrastare l’azione negativa dei radicali liberi prodotte dal nostro organismo in modo naturale, non riescano ad essere davvero efficaci per la quantità eccessiva dei radicali liberi.


ANTI-AGING MEDICINE

E MEDICINA DEL BENESSERE

Per opporsi all’invecchiamento e al corso biologico delle nostre cellule si è sviluppata una nuova specialità medica detta Anti-Aging Medicine – medicina Anti-Età – nata e cresciuta negli Stati Uniti che può già contare sull’apporto scientifico di 27.000 medici specialisti, riuniti nella American Anti-Aging Academy Medicine. Tale nuova specialità ha come principale obiettivo quello di sviluppare strategie per prevenire, rallentare e possibilmente invertire il processo di invecchiamento e quindi garantire il benessere.


Metodi di lotta contro l’invecchiamento

Se la lotta contro il nostro naturale orologio biologico è attualmente impossibile, si può comunque cercare di combattere l’invecchiamento con varie tipologie di intervento:

aumentando le nostre difese immunitarie, utilizzando il metodo della complementazione ormonale (DHEA, melatonina) e la complementazione con stimoli immunitari; opponendosi allo stress ossidativo migliorando il proprio stile di vita evitando ambienti inquinati, consumando un’alimentazione sana ed equilibrata, eliminando o limitando l’esposizione al sole, l’uso e l’abuso di tabacco e alcool; attraverso l’integrazione di antiossidanti sia di origine sintetica – vitamina A, vitamina C, vitamina.

E oltre a minerali quali selenio e zinco – sia di origine naturale, in particolare consumando frutti come papaia ed uva, ricca di flavonoidi.

Fulcro dell’Anti-Aging Medicine è dunque la prevenzione personalizzata, in modo da poter monitorare le varie fasi della vita allo scopo di migliorare la qualità della nostra esistenza attraverso il raggiungimento di un adeguato stato di buon funzionamento di tutti i metabolismi.

L’azione di prevenzione dell’invecchiamento si sviluppa da un lato nel cercare di ridurre la formazione di radicali liberi prodotti dal nostro organismo, e dall’altro, nel cercare di aumentare la quantità delle sostanze in grado di combatterli tenendo sottocontrollo il sistema neuro-immuno-endocrinologico.


Diagnostica Anti-Aging

Per capire come bisogna migliorare, rallentare e fermare il processo di invecchiamento occorre definire prima di tutto lo stato di invecchiamento di una persona ovvero definirne l’età biologica. Per fare ciò la medicina del benessere si avvale in prima battuta di importanti processi diagnostici centrati prevalentemente sulla medicina di laboratorio.

Esistono quindi una serie di tipologie analitiche in grado di orientare rispetto all’età biologica della persona sotto diversi profili:

profilo organico: sono analisi, di routine nel campo medico, che inquadrano i metabolismi ed i diversi apparati;

profilo ormonale: sono analisi che permettono di controllare il sistema endocrino ed anche lo stress psicofisico;

profilo immunologico: analisi che permettono di monitorare il sistema immunitario;

profilo di stress ossidativo: analisi che riguardano i radicali liberi, la capacità di risposta ai radicali liberi e le componenti endogene ed esogene che contribuiscono a formare la barriera antiossidante;

profilo del benessere: analisi che riguardano lo stato degli eicosanoidi, superormoni cellulari che regolano nel bene – Omega 3 – e nel male – Omega 6 – il sistema neuro-immuno-endocrinologico;

analisi specifiche della flora intestinale come la disbiosi.

Queste analisi di laboratorio evidenziano i capisaldi per poter arrivare ad orientare correttamente l’età biologica di un individuo. Tali capisaldi sono soprattutto rappresentati da analisi più innovative della medicina del benessere. Nello specifico:

I test d-ROMs e PAB, analisi di laboratorio che valutano quanti radicali liberi formano il nostro organismo e la capacità totale che il nostro organismo ha di rispondere all’attività lesiva che i radicali hanno sulle cellule.

Il d-ROMs è un test di laboratorio che valuta la capacità ossidante totale di un campione di plasma o di siero, utilizzando come reattivo riducente la N,N-dietilparafenilendiammina. In sostanza, sfrutta la capacità dei radicali di formare nel plasma dei derivati – idroperossidi – dotati di alta reattività chimica ed alto potere ossidante. Questi derivati reagendo con una particolare sostanza sviluppano uno spettro tendente al rosa e misurabile per via fotometrica. L’intervallo di riferimento varia tra i 250 e i 320 U CARR.

Altro strumento fondamentale per capire lo stato di benessere sono i test che misurano il Potere Biologico Anti Ossidante – PAB – o Total Antioxidant Status – TAS –. Valuta lo stress ossidativo, l’efficacia della barriera antiossidante, globalmente considerata, che è in grado di opporsi all’azione lesiva dei radicali liberi. L’intervallo di riferimento per leggerne i valori è 1,30-1,77 mmol/l.  

l test degli eicosanoidi, rappresenta il principale strumento di individuazione e monitoraggio del benessere ed in termini di importanza metabolica può essere definito come il nuovo colesterolo degli anni 2000.

Gli eicosanoidi – prostaglandine, leucotrieni e trombossani – sono sostanze elaborate dal nostro organismo e sintetizzate a partire dagli acidi grassi a catena lunga, introdotti nei nostri metabolismi con gli alimenti; hanno un’attività regolatrice e modulatrice sul sistema immunitario, ormonale e influenzano la capacità del nostro organismo a formare energia e contrastare lo stress ossidativo.

Tali sostanze non hanno tutte un’attività di benessere: alcune, quali le prostaglandine della serie2, i trobossani e i leucotrieni della serie 4, derivati dagli acidi grassi Omega 6, hanno un’attività proinfiammatoria e di aggregazione piastrinica, così da essere detti “eicosanoidi cattivi”, rappresentati soprattutto dall’acido Arachidonico (Arachidonic acid – AA). Quelli derivati dagli acidi grassi Omega 3, al contrario, sono gli “eicosanoidi buoni” che hanno attività di modulazione dei metabolismi e del sistema neuro-immuno-endocrinologico, rappresentati principalmente dall’acido Eicosapentenoico (EPA).  

Lo stato di benessere di una persona è evidenziato da un test di laboratorio – eseguito mediante un banale prelievo di sangue – che analizza il rapporto fra acido arachidonico, ad azione proinfiammatoria, e acido eicosapentenoico ad azione antiossidante e conservante la produzione energetica:

Omega 6 (AA) / Omega 3 (EPA) = Stato di Benessere

L’interpretazione del test di rapporto tra eicosanoidi suggerisce la quantità necessaria di Omega3 da introdurre nella dieta per ottenere dei benefici, in particolare una riduzione del rischio cardiovascolare.

Inoltre, testimonia lo stato di benessere quando la bilancia fra gli Eicosanoidi buoni (EPA) e cattivi (AA) è correttamente in equilibrio, mentre testimonia condizioni critiche ed alterazioni dei metabolismi quando la bilancia è a favore degli eicosanoidi cattivi.

Nelle malattie croniche, degenerative e dismetaboliche – diabete, malattie reumatiche, alterazioni dei grassi nel sangue – il test risulta fortemente alterato, ma anche negli stati di stress determinati da cattivi stili di vita con alimentazione squilibrata, fumo ed alcool l’analisi in questione risulta patologica.

In particolare, nelle intolleranze alimentari il test risulta alterato e si riequilibra con l’attivazione della dieta a rotazione ed è adottato, in queste patologie determinate da reattività alimentari, come agile test di controllo per testimoniare la buona riuscita della dieta a rotazione. Gli effetti positivi degli Omega 3 sul metabolismo sono, più in particolare, la capacità di diminuire le reazioni allergiche, la pressione sanguigna, le reazioni infiammatorie, l’aggregazione piastrinica, la trombogenesi ed il vasospasmo, oltre a diminuire il colesterolo LDL ed aumentano il colesterolo HDL.

Gli Omega 6 hanno effetti opposti e solitamente negativi sul metabolismo. L’integrazione di Omega 3 nella dieta permette di influenzare alcune risposte endocrine di diverse famiglie di sostanze (prostaglandine, tromboxani, leucotrieni, …) che a loro volta modulano l’azione di alcuni ormoni, in particolare testosterone, insulina e ormone della crescita.

Questo è un test di notevole importanza in quanto tali ormoni (fortemente carenti nella nostra dieta) influenzano le risposte corrette o poco corrette del nostro organismo ai fattori di stress ossidativo generando, nel caso degli Omega 6, loro stessi radicali liberi in eccesso.

Disbiosi Test: il corretto funzionamento della flora intestinale è fondamentale per il nostro stato di salute. La moderna medicina di laboratorio ha validato una nuova analisi in grado di evidenziare la disbiosi, di quantificarne la gravità e di localizzare a livello intestinale l’alterazione della flora, posizionandola a livello del colon e/o del tenue. L’alterazione qualitativa-quantitativa della nostra flora condiziona sintomi locali e sistemici ed è valutata con il test della disbiosi che dosa a livello urinario metaboliti prodotti in eccesso dalla flora disbiotica putrefattiva.

L’analisi in questione si attua mediante metodiche analitiche colorimetriche ed in cromatografia liquida ad alta pressione (HPLC).

Vengono dosati su urine estemporanee due metaboliti del triptofano, prodotti in eccesso dalla flora disbiotica: lo scatolo e l’indicano. Il clinico ha quindi a disposizione un test affidabile eseguito con metodiche analitiche moderne e validate; un nuovo test per diagnosticare, monitorare e testimoniare la guarigione della disbiosi, il corretto equilibrio della flora intestinale.

Dosaggio di Vitamina C e dosaggio di Vitamina E (tocoferolo). Con tali dosaggi si valutano le riserve antiossidanti introdotte con la dieta.  

La valutazione di tutti questi parametri fondamentali della medicina del benessere unita a parametri del profilo organico, immunitario e endocrinologico conducono ad un orientamento di età biologica che viene espresso con un indice di stress ossidativo.

L’indice di stress ossidativo rappresenta il passo fondamentale ma non sufficiente a definire la nuova specialità medica: occorre delineare le carenze e costruire percorsi terapeutici personalizzati in grado di compensare le deficienze evidenziate dai vari test e far recuperare età e giovinezza.

I percorsi terapeutici sono rappresentati da presidi farmacologici e soprattutto da presidi naturali che saranno in grado di compensare in sintesi:

la risposta ai radicali liberi;

il deficit immunitario;

la carenza di “eicosanoidi buoni” (Omega 3);

la disbiosi (riequilibrio del nostro sistema gastroenterico mediante probiotici e prebiotici).

Chi fuma, chi non cura con semplicità l’alimentazione, chi beve in eccesso alcolici, chi non esegue una minimale attività fisica difficilmente avrà un’età biologica buona e soprattutto in nessun caso i consigli terapeutici andranno a buon fine.

 

A dar ulteriore credito ai TEST sono le caratteristiche del Centro Analisi Fleming: rigore scientifico nell’esecuzione delle analisi.

 

(La presente esposizione è una sintesi  dell’aggiornamento TECNICO SCIENTIFICO del DOSSIER n°9 marzo2008 Fleming Labs)

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