Facendo un tuffo nel passato (molto passato) l’uomo ha sempre dovuto affidare la sua sopravvivenza alla grande capacità di movimento: correre, arrampicarsi, nuotare, trainare, spingere, saltare, eccetera ecc…

I nostri antenati erano obbligati a spostarsi, per periodi prolungati, da una terra all’altra… a cacciare le prede per potersi nutrire, a correre velocemente ed arrampicarsi per sfuggire ai predatori…

Anche in tempi più recenti ha mantenuto questo stile di vita nonostante non fosse più costretto alle grandi migrazioni. Lo stabilizzarsi in un unico luogo lo costrinse a coltivare i campi (arare, seminare, raccogliere), ad allevare animali e costruirsi la propria dimora.

Questi continui stimoli hanno indotto l’organismo umano a produrre degli adattamenti che gli consentissero di reagire agli sforzi fisici aumentandone la resistenza (variazioni a carico dello scheletro, dei muscoli, del sistema nervoso, endocrino, metabolico, cardio-respiratorio).

Quindi l’attività fisica è stata, e resta, lo stimolo biologico essenziale e necessario per fare in modo che tutte le strutture conservino la capacità di svolgere i loro compiti. L’effetto stimolante dell’attività fisica è mediato dall’espressione dei geni; si pensa, tra l’altro, che questi si siano adattati ad uno stato di regolare attività fisica proprio perché l’organismo era costretto ad un assiduo movimento. Molti, se non tutti, gli adattamenti indotti dall’attività fisica regolare, migliorano la salute, in quanto aumentano la capacità funzionale degli organi corrispondenti (strutture che “funzionano meglio” se mantenute costantemente in movimento).

L’intelligenza è la capacità fondamentale che ha permesso all’uomo di evolvere. La stessa che gli ha permesso di inventare la ruota, la pila, il motore, il computer, la microtecnologia, ecc., riducendo al minimo gli sforzi e i tempi di lavoro con la massima resa.

Ora possiamo svolgere molte attività stando “comodamente seduti”, pigiando solo qualche bottone… Un notevole risparmio di energia!

MA TUTTO QUESTO COSA COMPORTA?

Si è passati da un’attività prettamente fisica dell’ essere umano ad una quasi esclusivamente cerebrale…

Con quale conseguenza?

Ripensiamo alla storia dell’uomo: fino a qualche decennio fa era costretto ad una vita fisicamente attiva… Il progresso ha cambiato quelle abitudini in modo rilevante e in tempi brevi che, non hanno permesso all’organismo di riprogrammare un nuovo adattamento biologico in grado di sostenere questo stile di vita (se non subisce stimoli non attua nessun adattamento fisiologico, anzi regredisce…).

Ad aggravare la situazione partecipa anche l’alimentazione, che non diminuisce nonostante l’uomo consuma meno energia. E’ peggiorato anche il livello qualitativo a causa di un’ errata cultura alimentare e dei tempi per alimentarsi sempre più ridotti (spesso ci si affida ai “FASTFOOD”). La qualità degli alimenti introdotti è sempre più ricca di grassi (spesso saturi che sono i peggiori per la salute) e zuccheri, elevando alle stelle la quantità di calorie totali introdotte alla fine della giornata, senza che se ne prenda coscienza.

Riassumendo: l’inattività fisica corrisponde alla negazione degli stimoli primordiali dell’essere umano; l’inattività fisica fa consumare meno energia; una mancata cultura alimentare (quantità e qualità) sbilancia (di solito in eccesso) la quantità di calorie introdotte.

La diretta conseguenza di questi comportamenti è l’ aumento di peso e, quindi, del rischio di incorrere in numerosi stati di cattiva salute più o meno gravi quali: obesità, infarti, ipertensione, diabete mellito di tipo 2, patologie muscolo-scheletriche come mal di schiena, artrosi, osteoporosi, ecc…

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